Appunti di Viaggio in peri e menopausa

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Adattogeni e menopausa: funzionano davvero o sono solo una moda?

Gli adattogeni possono davvero aiutare contro stress, stanchezza e disturbi della menopausa? Facciamo chiarezza su efficacia, sicurezza, interazioni e prove scientifiche disponibili.

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Simona Pepe
ago 04, 2026
∙ A pagamento

Qualche tempo fa, una cliente in farmacia mi ha mostrato una confezione di ashwagandha comprata in un’erboristeria e mi ha chiesto: “Secondo te può aiutarmi? Con la menopausa mi sento sempre stanca e sotto pressione”.

Una domanda semplice, almeno in apparenza.

Ammetto di aver pensato “Un pò tardi adesso, dopo averla già comprata…”. A questo avrei potuto risponderle con il solito: “È un adattogeno, aiuta l’organismo a gestire lo stress” ma sarebbe stata una risposta incompleta e, soprattutto, poco utile.

Perché “gestire lo stress” può voler dire tutto e niente.

Può voler dire riuscire a concentrarsi meglio durante una giornata impegnativa, dormire un po’ più profondamente, sentirsi meno svuotate dopo settimane particolarmente pesanti.

Oppure può voler dire sperare che una capsula risolva vampate, insonnia, stanchezza, aumento di peso e quella strana sensazione di non riuscire più a essere… Beh, giovani.

Ed è proprio qui che gli adattogeni diventano interessanti e anche un po’ pericolosi. Non perché siano necessariamente dannosi, ma perché intorno a loro si è costruito un linguaggio molto seducente: “riequilibrano gli ormoni”, “abbassano il cortisolo”, “aumentano l’energia”, “aiutano il corpo ad adattarsi”.

Espressioni che sembrano scientifiche, ma che spesso rimangono volutamente vaghe.

Da farmacista, questa vaghezza mi lascia sempre un po’ perplessa. Una sostanza o ha un effetto preciso, misurabile e sufficientemente studiato, oppure dobbiamo avere l’onestà di dire che le evidenze sono ancora limitate. Gli adattogeni si trovano esattamente in questa zona intermedia; non sono una fuffa, ma non sono neppure la soluzione universale che a volte il marketing vorrebbe farci credere.

Perché ne parliamo proprio in menopausa?

Perché in perimenopausa e menopausa molte donne iniziano a percepire lo stress in modo diverso.

Magari la loro vita non è cambiata così tanto, il lavoro e gli impegni sono gli stessi, eppure sembra di non avere più la consueta capacità di recupero.

Una notte dormita male pesa per tre giorni, una discussione rimane addosso più a lungo, la concentrazione vacilla, il cuore accelera senza una ragione evidente. Si arriva alla sera stanche, ma quando finalmente si va a letto il cervello decide di riaccendersi.

L’ho già detto altrove ma lo ripeto anche qui: le oscillazioni degli estrogeni possono influenzare il sonno, la termoregolazione, l’umore e il modo in cui il sistema nervoso reagisce agli stimoli.

Se a questo aggiungiamo vampate notturne, carico mentale, cambiamenti familiari e responsabilità professionali, è facile capire perché qualsiasi prodotto che prometta “maggiore resilienza allo stress” possa sembrare allettante.

Allora, prima di decidere se gli adattogeni possano esserci utili, dobbiamo chiarire una cosa e cioè che cosa significa davvero “adattogeno”.

Una parola più complicata di quanto sembri

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